Radius e Shape del manico

Sui radius dei manici, in particolari di quelli Fender, si è già detto tutto e il contrario di tutto.
Questo, quindi, vuole solo essere un piccolo contributo alla discussione, dato che comunque rimane un argomento piuttosto dibattutto.

Cerchiamo di capire meglio cosa si intende quando si parla di RADIUS e di SHAPE di un manico.
 

RADIUS

Per RADIUS si intende il raggio di curvatura della tastiera del manico, solitamente espresso in pollici.
I più comuni valori di radius sono : 7,25″ – 9,5″ – 10″ – 12″ – 16″

In linea di massima si possono considerare i seguenti standard:

• Fender Stratocaster Vintage 7.25″
• Fender Stratocaster Moderna 9.5″
• Gibson 10 – 12″
• Ibanez 12″
• Jackson 16″

 

SHAPE

Per SHAPE si intende il tipo di curvatura del profilo del manico (o meglio della sezione del manico)
Lo shape viene identificato con una lettera, che rappresenta, il tipo di curvatura del manico.
Si può avere quindi un manico con U-Shape, D-Shape, C-Shape, V-Shape… tanto per citarne alcuni.

 

In linea di massima si può dire che con un radius basso (e quindi manico più bombato) sarà più semplice suonare gli accordi (anche con barrè), mentre un radius più alto (quindi un manico più piatto) permette un’action più bassa e quindi una maggiore rapidità di esecuzione.

Non esiste un radius migliore in assoluto, è un compromesso tra diverse esigenze: suonabilità, sustain, pulizia di esecuzione, bending… e via di seguito.

Il radius, da solo, non determina in modo assoluto la suonabilità o meno di una chitarra: è il setup generale che lo fa.
Un radius di 7.25″ avrà bisogno di una action più alta per evitare che, tirando un bending, la corda si “stoppi” andando a poggiare sul manico.
Fondamentale poi è anche la curvatura delle corde, che deve seguire perfettamente quella del manico.

Personalmente uso manici con radius 7.25″, con un’action alta e corde grandi (scalatura 10-48): il suono è sempre pieno e con una buona coda di sustain… e tiro fuori bendind anche di due toni.

Tanto per sfatare la leggenda metropolitana che vuole i manici vintage non suonabili e da evitare… prendiamo come esempio pratico la BLACK STRAT di David Gilmour.

La Black Strat ha subito nel corso degli anni diversi cambi di manico, l’ultimo è stato montanto nel 2005 subito dopo il Live8, preleandolo dalla sua Stratocaster del 1983 color crema… ed è il manico che attualmente David Gilmour utilizza.
Sapete di che tipo di manico si tratta ?
Manico C-shape con un radius di 7.25″ e 21 tasti vintage frets, ovvero un tipico manico delle Fender Stratocaster Vintage.

Ora secondo molti questo tipo di manico non dovrebbe suonare.
Provatelo a dire a David Gilmour.

9 comments

  1. con la storia e con le mani che si ritrova zio David ,può suonare con qualsiasi manico . Bisogna sempre riuscire a non farsi condizionare e cercare ciò che va bene a noi ,quindi non è detto che se David Gilmour ci presterebbe la sua chitarra ,ci possa andar bene, dipende da tanti fattori e uno in assoluto è riuscire a fare nostra la padronanza della tastiera !

    • Giampaolo

      Vero Ignazio, è proprio quello il “segreto”… ognuno deve trovare la propria via.
      Ho citato la Black Strat tanto per dire che non ci sono verità assolute… una manico 7,25” non è vero che sicuramente suona male, così come non è vero che (siccome è quello che usa David) sicuramente suona bene.
      Ognuno deve trovare il proprio equilibrio ed il proprio setup.

      Dal mio punto di vista l’importante è il sound finale, le emozioni che si trasmettono… come si fa poi a crearle… ha poca importanza. 🙂

      • concordo con la tua analisi, anche perchè una chitarra elettrica se ha molta vibrazione da spenta , a differenza da una chitarra acustica che avendo una cassa armonica ,riesci a distinguere con un orecchio raffinato ,se ha un ottimo suono . In sostanza nella chitarra elettrica avendo ottimi pickup una manico personalizzato , ottime mani,credo che con una nella forza della pedaliera ,vien bene il suono in tutti sensi .da un’estremità all’altra della chitarra ;).P.S. spero che non sia uscito fuori tema

  2. In effetti e’ vero che la raggiatura da 7,25″ rende un po’ piu’ difficile tenere l’action bassa; questo e’ il motivo per cui la chitarra che mi sono costruito (presso “Formentera Guitars”) su consiglio del liutaio ha una raggiatura variabile: cira 9,5″ al primo tasto e via via crescente fino ad arrivare ai 12″ della zona alta, dove assoli e bending sono piu’ frequenti. Anche la dimensione dei fret ha il suo peso nel rendere i bending piu’ facili.
    Ma sicuramente le dita di Gilmour possono compensare qualunque “carenza” teorica dei manici che usa!

  3. Grazie Gianpaolo,
    il blog diventa sempre più interessante ed istruttivo, ottimo lavoro :-))

  4. Lord Dave Gilmour

    Concordo in pieno Filippo (e con tutti gli altri ovviamente). Calcola che a me piace pensare che con quelle 2 pale che ha (al posto delle mani) 😀 il caro vecchio zio, abbia un’action un bel pò alta! E’ sempre stato un vecchio filibustiere ahahhahahaa

  5. Ciao ragazzi 😉 ,ho una Fender stratocaster standard con un radius 9.5 , se volessi montare corde 10 -48 ,il manico potrebbe avere conseguenze per la sua trazione dovuto alle corde ? o è solo una questione di una accurato setup della chitarra ? Grazie 😉

  6. Sono felice possessore della Black Strat relic Fender…consiglio di andare a vedere alcuni concerti recenti di Gilmour dove potrete osservare nelle inquadrature piu’ vicine allo strumento che……non monta assolutamente i Vintage Frets, ma almeno i Medium……….saluti a tutti.

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