PINK FLOYD. STORIE E SEGRETI.

“IL LATO OSCURO DEI PINK FLOYD”.
“PINK FLOYD. STORIE E SEGRETI” (GIUNTI, 2012)

LunaticsI Lunatics non sono altro che cinque super-appassionati di Pink Floyd, Stefano “Mr.Pinky” Tarquini, Nino “Mr.Floyd” Gatti, Danilo Steffanina, Riccardo “Roger” Verani e Stefano Girolami, ognuno orientato ad un settore specifico, che abbraccia il mondo dei vinili sino ai libri, dai poster sino ai bootleg, ma con una passione a 360 gradi. Tre di loro, essendo collezionisti di vecchia data, si conoscono ormai da più di 30 anni, gli altri si sono conosciuti inizialmente attraverso il forum di Pinkfloydsound e, poi, con la frequentazione di fiere del settore musicale, come Vinilmania a Novegro, proseguendo poi con delle mostre a tema in giro per l’Italia. Quando è partita l’idea del libro, Stefano Tarquini ha unito le due anime del gruppo.

Il nome è stato scelto dal fondatore Stefano Tarquini nel lontano 2001, quando dette vita ad un primo esperimento di informazione globale tra i collezionisti dell’epoca.
Grazie alla sua sfrenata passione per “The Dark Side Of The Moon”, scelse quel nome, che richiama un verso di “Brain Damage”, a sottolineare il carattere di ogni collezionista, un po’ matto per l’appunto.

Cover frontMa come nasce l’idea per un libro così?
L’idea covava da molto sotto la cenere, già dalle prime mostre di dischi nel 2009, si voleva trovare un modo semplice per portare nelle case di tutti gli appassionati le rarità, che normalmente i collezionisti tengono gelosamente custodite, ma che i Lunatics espongono, con un pizzico di follia …secondo qualcuno, nelle loro mostre.
“…Esportare il nostro sapere, le nostre rarità era fondamentale per capire e far capire un aspetto oscuro ma fondamentale del mondo Floyd, quello del collezionista. In un certo senso, abbiamo dato voce a coloro che ci chiedevano più notizie dei nostri dischi, dei nostri poster, dei Floyd, e così abbiamo messo per iscritto la nostra cultura, la nostra esperienza, uscendo fuori da quello che sono i vecchi canoni chiusi del mondo del collezionismo, da una parte, e dalla cronica divisione di certe parti di appassionati e fans, dall’altra…” (Stefano MrPinky Tarquini).

E un dato fondamentale è l’affiatamento tra i cinque, del tutto naturale.
“…Non è stato facile, vivendo sparsi in tutta Italia, ma la fiducia e soprattutto l’amicizia ci hanno permesso di lavorare riuscendo a conciliare i nostri impegni…”. (Nino Gatti).
Per quanto riguarda il metodo, molto del lavoro è stato fatto lavorando su una pagina di Facebook e incontrandosi online quasi tutti i giorni, suddividendosi il lavoro, i capitoli e gli argomenti a seconda delle proprie capacità e del proprio campo d’azione, di conoscenza e di esperienza nel collezionismo “floydiano”.
Ma le decisioni importanti, comunque, sono state prese unanimemente, così come le revisioni e le correzioni sono state fatte da tutti e cinque. In un certo senso, dice Riccado Verani “…se mi azzardate il paragone, noi siamo come i Floyd: presi uno per uno non sempre erano il massimo nelle loro categorie, ma uniti nel loro lavoro di gruppo …erano una sola entità. La nostra amicizia poi va oltre il libro…” Sarà per questo che il loro motto è stato sin dall’inizio “Together we stand, divided we fall”, facendo loro un verso della famosissima “Hey You” da “The Wall”.

La ricerca è stata fondamentale, ricerca anche dei particolari. Loro dicono che è stato meno difficile del previsto, fondamentalmente i Lunatics sono collezionisti e quello di cui parlano nel libro sono cose che dovevano “solo” approfondire, ma che già conoscevano da tempo. Per esempio, nel caso dei vinili e delle copertine particolari sono LP che loro hanno in casa da anni. “…Comunque, quando abbiamo bussato a qualche porta, ci è sempre stato aperto con cortesia e gentilezza, vedi per esempio l’intervista a Jenny Spires o a Francesco Sanavio. Ma il 90% del lavoro è frutto di un’accurata attività di ricerca durato anni…” (Nino Gatti)

Cover backDall’uscita del libro, avvenuta nell’ottobre del 2012, i Lunatics sono sempre in giro, nonostante gli impegni familiari e di lavoro, sono in giro per presentare il libro, ma soprattutto il loro modo di vivere la passione per una band, insieme ad altri. Indubbiamente gli incontri più interessanti li stanno facendo adesso, grazie al libro ed alle varie presentazioni: ovunque vanno trovano persone fantastiche, amici che sembra ti conoscano da sempre.

Un aneddoto legato allo studio e alla stesura del libro?
“…Quando ci siamo incontrati la prima volta con il nostro referente, Riccardo Bertoncelli della Giunti, lui ci ha lasciato soli per cinque minuti nella stanza delle riunioni… è ritornato con una decina di libri sui Pink Floyd, li ha messi sul tavolo e ci ha detto: “…noi abbiamo già pubblicato questi, voi cosa avete di nuovo da proporci?”. Ci siamo guardati tra di noi e abbiamo iniziato a parlare… direi che l’abbiamo convinto: se siamo qui oggi a parlare del libro, evidentemente qualcosa di nuovo da raccontare l’avevamo….” (Stefano Girolami)

Il libro è diventato in fretta un bestseller, giunto ormai alla seconda edizione, ma l’aspetto che emerge è che si distingue rispetto alle numerose pubblicazioni riguardanti il gruppo (oramai quasi ripetitive), portando nuovi e interessanti argomenti legati alla band, dimostrato dalle vendite, ma anche dall’affetto di chi lo ha comprato.
Certo, non credo che nessuno di loro pensasse al successo o ai commenti entusiastici che quasi totalmente ci sono arrivati, tutto per dimostrare per primi a loro stessi che ne eravamo capaci e per provare a far conoscere quelle “storie e segreti” di cui erano custodi da tempo, uscendo un po’ dal mondo chiuso e talvolta bigotto del collezionismo.

E’ un libro “per tutti”, quindi anche per i neofiti in materia di vinili e Pink Floyd.
Ma che tipo di messaggio vorreste comunicasse a chi lo legge?
“…Innanzi tutto, è vero che è un libro per neofiti, tuttavia un minimo di storia biografica del gruppo inglese si deve pur sempre conoscere, poiché questa non è una biografia dei Pink Floyd, è il completamento di tutte le biografie. Il messaggio? Che possiamo essere forse collezionisti, semplici appassionati o fans, ma l’importante è che abbiamo una buona musica come colonna sonora della nostra vita…” (Danilo Steffanina)

Un aneddoto particolare è invece legato all’episodio che sembra coinvolgere Rita Pavone.
Come spiegano i Lunatics, l’equivoco nasce da un’errata traduzione dei testi dall’inglese all’italiano in un libro dell’Arcana Editrice, che cita appunto Rita Pavone nella traduzione di “San Tropez”.
Il problema è che la signora Pavone da allora vanta una conoscenza con i Pink Floyd che non c’è mai stata, non diciamo che non sia stato possibile, ma le date che cita per la conoscenza non corrispondono alla cronologia degli album e delle tournèe della band. E poi il testo non la menziona affatto.
Il paradosso è stato che la traduzione sbagliata, data a Walter Binaghi per il libro in questione, fu fatta su fogli ciclostilati olandesi dallo staff dello stesso Bertoncelli, allora direttore della collana “Musiqa5” dell’Arcana, ora direttore della collana “Bizarre” della Giunti e …editore dei Lunatics. “…Per la cronaca, nel libro abbiamo intervistato proprio Bertoncelli, che ha ammesso l’errore!…” (Stefano MrPinky Tarquini)

“E i Lunatics non si fermano mai, come lo dimostrano le ricche pagine del loro sito, www.thelunatics.it : a dicembre tutti i fans dei Floyd potranno apprezzare la loro sorpresa di Natale, con un esauriente articolo sulla rivista “RAROPIU'” su uno dei capolavori più discussi del secolo, The Wall. “

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