Parliamo di… FUZZ

Il fuzz è probabilmente l’effetto più utilizzato nella storia del Rock, non c’è chitarrista che non abbia subito il fascino del suo sound.

Ed è bello vedere come ancora oggi, in un periodo di estrema modernizzazione degli effetti tra modellazione e convoluzione, un effetto realizzato con due transistor e una manciata di resistenze e condensatori, mantenga inalterato il suo fascino.

Il suono del primo periodo dei Pink Floyd – fino al 1976 – è profondamente influenzato dal fuzz: Meddle, Live at Pompeii, The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here, sono capolavori in cui la chitarra di Gilmour è caratterizzata dal suono del fuzz.
Gilmour iniziò utilizzando un Dallas Arbiter Fuzz Face con transistor al germanio, che sostituì con la versione con transistor al silicio nel 1971 proprio in occasione di Meddle.

GERMANIO O SILICIO

Come detto il fuzz è un effetto estremamente semplice: due transistor (più qualche resistenza e condensatore) utilizzati per amplificare il segnale e per eseguire su di esso il “clipping” (taglio).
Il cuore di questo sistema sono, quindi, i due transistor che influenzano profondamente il tipo di effetto ottenuto.

Nelle prime versioni del Dallas Arbiter Fuzz Face vennero usati transistor al germanio: NKT275, AC128, SFT363E.

I transistor al Germanio però costavano molto e soprattutto erano piuttosto instabili, influenzati molto dalla temperatura dell’ambiente e con grosse differenze di resa a parità di modello, così con l’avvento del silicio, si decise di sostituire i transistor al germanio con quelli al silicio, più stabili e funzionali, passando ai BC108C, BC183L, BC109, BC109C, BC209C.

I due differenti tipi di transistor influenzano moltissimo il risultato finale, con i transistor al germanio si ottiene un suono più morbido e pastoso con minore guadagno, mentre con la versione al silicio, si ha un suono più aggressivo e definito, con maggiore guadagno.

 

IL SUONO DEL FUZZ

Il Fuzz è un effetto con un sound “unico” non riconducibile semplicemente ad un distorsore.
Rispetto alla classica distorsione, il fuzz taglia maggiormente le frequenze medie, restituendo un suono più freddo e ruvido, con l’aggiunta di molte armoniche.

Spesso si sente accostare la parola fuzz con muff (big muff), ma in realtà si tratta di due effetti differenti.
Sicuramente un buon muff può regalare un suono molto vicino al fuzz, ma si tratta comunque di due sonorità con sfumature differenti; l’idea stessa che è alla base dei due effetti è differente.
Meglio allora parlare di fuzz solo ed esclusivamente per gli effetti di fuzz, con il classico schema a due transistor.

Il Fuzz è un effetto che risente molto del volume del segnale di ingresso, modificando radicalmente la risposta che si ottiene: con un basso gain del segnale in ingresso si avrà un suono più simile ad un overdrive, mentre per avere il classico suono acuto e graffiante sarà preferibile entrare con un segnale con un alto gain.

Il fuzz andrebbe tenuto all’inizio della catena effetti, preferibilmente senza buffer.
Anche i pickup sono importanti, quelli attivi ad esempio sono meno indicati.
Spesso si preferisce alimentare il fuzz con una batteria zinco carbone da 9V, invece che con la normale alimentazione.

 

PEDALI FUZZ
Ci sono moltissimi pedali Fuzz in commercio, praticamente ogni marchio (industriale o boutique) che realizza pedali ha almeno un fuzz a catalogo.
Oltre quindi ai conosciuti Dunlop, riproduzioni ufficiali dei modelli vintage, voglio solo citare i pedali Analogman, scelti dallo stesso Gilmour per le prove del tour “On An Island” e successivamente utilizzati in alcune date (versione BC108)

 

FuzzFacereg-11DUNLOP Fuzz Face® Distortion

Riproduzione del classico Dallas Arbiter Fuzz Face

Transitor: Germanio

 

 

 

DUNLOP Jimi Hendrix™ Fuzz Face® Distortion

Riproduzione del classico JHF1 Hendrix Fuzz Face® Distortion

Transitor: Silicio – BC108

 

 

 

MXR Classic 108 Fuzz

Riproduzione dei fuzz di fine anni 60, inizio 70

Transitor: Silicio – BC108

 

 

 

 

ANALOGMAN Sun Face NKT275

Tipico sound dei Fuzz dei primi anni 60

Transitor: Germanio – NKT275

 

 

 

 

ANALOGMAN Sun Face BC108

Tipico sound dei Fuzz dei primi anni 60

Transitor: Silicio – BC108
(anche in versione BC109)

 

 

 

 

 

3 comments

  1. Come sempre, sei un faro nella notte. Devo dire, che proprio ora, leggendo questo articolo mi è venuta improvvisamente voglia di averne uno. Mi chiedevo se valga la pena, vista la semplicità del circuito, di avventurarsi in un DIY.

    • Giampaolo

      Grazie Giuseppe.
      Assolutamente d’accordo sul DIY, penso che il FUZZ sia uno degli effetti più indicati per l’autocostruzione, vista la estrema semplicità del circuito.
      Ed in più avresti anche il vantaggio di poter fare tutte le prove che vuoi con transistor differenti… devi solo decidere se fare versione silicio o germanio.
      Ciao!

  2. Mauro Scorzoni

    Ciao a tutti , vorrei chiedere una piccola informazione tecnica a qualche esperto ; ho costruito , e sto realizzando , alcuni modelli di fuzz face e sono un pò all’inizio diciamo. L’ultimo che ho realizzato , e con qualche piccola ma importante modifica , mi dà un problema che non riesco a capire ; con il volume del pedale al massimo escono tutte le frequenze della chitarra ma abbassandolo a 3/4 , mi si chiudono un pò le alte frequenze , come quando abbassi il volume della chitarra e si avverte un leggero calo delle alte frequenze ed è per questo che esiste il “treble bleed”. Ho provato a fare la stessa cosa sul pot. del fuzz ma il problema persiste. Il valore del pot. del volume e il classico 500k . Da cosa può dipendere ? Ed è risolvibile? Grazie in anticipo a chi potrà farmi un pò di chiarezza. Ciao!!

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