MANUTENZIONE DELLA CHITARRA

MANUTENZIONE E PULIZIA DELLA CHITARRA
Come detto in un articolo postato sul blog, spesso ci si inerpica per sentieri arditi alla ricerca del giusto delay o reverb, del chorus più vintage o del muff più rotondo… senza tenere minimamente in considerazione dove nasce il sound: la chitarra.
La chitarra è uno strumento delicato, molto più di quanto si possa pensare, che necessia di una manutenzione continua ed accurata; non è sufficiente cambiare le corde quando si rompono e stringere le meccaniche quando si allentano… o meglio non è sufficiente per chi voglia usare la chitarra come strumento, per quelli che lo usano come sopramobile invece può essere sufficiente.
Cominciamo con il dire che la maggior parte della chitarra è costruita in legno e quindi risente moltissimo delle condizioni ambientali relativamente alla temperatura ed al tasso di umidità .
Così, ad esempio, una chitarra tenuta in un luogo troppo caldo ed umido vedrà dilatarsi i legni con cui è costruita , con conseguente modifica del grado di curvatura del manico e modifica delle sonorità (in casi limite potrebbe esserci il contatto tra le corde ed il manico stesso).
IL MANICO
Il manico, appunto, è il punto più delicato della chitarra.
Una errata posizione a riposo della chitarra e/o una cattiva manutenzione potrebbero causare danni irreversibili al manico e conseguentemente a tutto lo strumento.
Per prima cosa quindi diciamo che sarebbe opportuno riporre la chitarra in un luogo asciutto e con una temperatura non superiore ai 30°, nella propria custodia o sui supporti appositi ancorati al muro.
Nel caso in cui ci sia stata una variazione della curvatura del manico è possibile ricorrere all’uso del truss-rod.
Il (o meglio la) truss-rod è una barra inserita all’interno del manico della chitarre, che ha lo scopo di contrastare la tensione generata dalle corde stesse e le possibili deformazioni dei legni dovute a cambiamenti di umidità e temperatura.

Utilizzando la chiave a brugola che viene consegnata insiama con la chitarra al suo acquisto (o un’altra se abbiamo perso l’originale) è possibile modificare il tiraggio del truss-rod agendo sul nottolino presente alla fine del manico all’attaccatura della paletta (per le stratocaster)
Vedremo in seguito come l’uso del truss-rod sia importante anche in fase di setup della chitarra.
LE CORDE
La rottura di anche solo una corda, se trascurata, potrebbe creare seri problemi alla chitarra.
Se, ad esempio, la chitarra venisse lasciata per troppo tempo con una corda in meno, questo comporterebbe una sicura deformazione del manico in conseguenza di due fattori: minore tensione applicata e sbilanciamento della forza di tensione.
Mancando una corda quindi il manico non solo subisce una tensione minore di quanto dovrebbe (e quindi cambia curvatura) ma la subisce anche in modo sbilanciato, perchè a seconda della posizione della corda, subirà una tensione maggiore su un lato rispetto all’altro: in questo modo il manico potrebbe subire il cosidetto effetto warping, ovvero una torsione sul proprio asse del manico… ed in questo caso l’unica soluzione sarebbe la sostituzione del manico.
Le corde poi sono la parte della chitarra più esposta al sudore della mani.
Il sudore delle mani può essere molto più devastante di quello che si pensa.


E’ consigliabile quindi pulire con un panno asciutto di cotone le corde dopo aver suonato, avendo cura di passare il panno anche sotto le corde.
PULIZIA GENERALE
Sono molti i fattori che contribuiscono a “sporcare” la chitarra ed il suo sound e per quasi tutti sono sufficienti alcune semplici regole base come rimedio:
- Asciugare il manico, la tastiera ed i capotasti dal sudore depositato dalle mani, con un panno di cotone asciutto
- Pulire accuratamente con un panno i pick-up dopo ogni uso della chitarra
- Non usare prodotti con contenuto di olii sulle corde (riducono l’elasticita delle corde) è preferibile usare un panno asciutto
- Ad ogni cambio corde utilizzare un prodotto nutriente per il legno del manico, preferibilmente cera alla carnauba per il palissandro e olio di limone per il l’ebano
Esaminiamo, in particolare, come pulire le varie “parti” che compongono la chitarra
PULIZIA DELLE MECCANICHE
Ad ogni cambio di corde o comunque almeno una volta al mese, è importante prendersi cura delle meccaniche… che sono le maggiori responsabili nelle problematiche di accordatura.
Prima di procedere con la pulizia e lubrificazione delle meccaniche è sempre opportuno verificarne il corretto funzionamento assicurandosi che la vite di fissaggio che fissa la paletta al perno sia stretta a dovere.
Per lubrificare le meccaniche si può usare olio per macchine da cucire in flaconi muniti di applicatori con beccuccio contagocce; con lo stesso tipo di olio si possono lubrificate anche le sellette e le guide della paletta.

Nel caso sia prensente anche il ponte tremolo è necessario pulire e lubrificare la filettatura del buco sul ponte e la filettatura della leva stessa.
PULIZIA DEI PICKUP
Ogni volta che si suona, parte del sudore prodotto dalle mani viene trasferito sui pickup ed in molti casi è questo sudore il responsabile, con il passare del tempo, del malfunzionamento dei pickup stessi.
Una volta terminato di suonare è consigliabile asciugare i pickup con cura, senza esercitare troppa pressione, con un panno asciutto di cotone.
Nel caso poi ci si trovi di fronte a problemi di rumore di fondo generato dalla circuitazione elettrica (potenziometri, pickup, selettore) è possibile provvedere ad una pulita della circuitazione utilizzando un prodotto ad hoc per la pulizia dei circuiti elettrici (normalmente spray); tali solventi sono molto aggressivi e quindi è necessario fare molta attenzione a non intaccare minimamente la finitura del corpo.
Una volta rimosso il battipenna (per le stratocaster) sarà sufficiente irrorare i circuiti elettrici dei potenziometri, dei pickup e del selettore con piccole quantità di detergente, avendo cura di tamponare prontamente con un panno asciutto.
PULIZIA DEL CORPO
Per la pulizia del corpo della chitarra nella maggior parte dei casi è sufficiente un panno morbido ed asciutto (ad esempio cotone).
E’ sconsigliabile usare prodotti e detergenti, perchè il corpo della chitarra è rifinito con una laccatura piuttosto delicata che sicuramente potrebbe subire danni seri.
In particolare poi le chitarre di tipo vintage, verniciate con prodotti alla nitro, sono estremamente delicate e bisogna utilizzare una particolare cura nella pulizia.
PULIZIA DEL MANICO
La pulizia del manico è probabilmente la più delicata e sicuramente quella che richiede maggior tempo ed attenzioni.
Va detto che nella maggior parte dei casi, la pulizia del manico si effettua quando il manico è montato alla chitarra (perchè in uso) e quindi prima di iniziare la pulizia sarà opportuno proteggere con della carta e del nastro i pickup, mascherandoli completamente.
Dopo aver rimosso tutte le corde, si comincia con la pulizia degli spazi tra i vari tasti della tastiera con un batuffolo di lana d’acciaio (quello a graba fine); è importante sfregare il batuffolo sulla tastiera seguendo le venature del legno in modo da evitare il formarsi di righe opposte alla venatura del legno.
Se il manico è in acero l’uso del batuffolo in lana d’acciaio potrebbe rovinare la tastiera, in questo caso sarà più opportuno utilizzare un panno asciutto per dare una prima pulita alla tastiera, utilizzando poi due batuffoli di cotone, uno imbevuto con alcool e uno asciutto, per pulire i vari tasti, passando prima il batuffolo in alcool e asciugando immediatamente con il batuffolo asciutto.
Una volta pulita la tastiera del manico, si procede alla pulizia dei tasti in metallo.
Si ricoprono gli spazi di tastiera adiacenti al manico con del nastro carta e si procede con la pulizia del tasto con un panno asciutto di cotone, eventualmente utilizzando dei detergenti per metalli.

Terminata la pulizia dei tasti, rimane da pulire la zona tra la tastiera ed i tasti, quella fessura della tastiera nella quale si infilano i tasti in acciaio, ma nella quale si infila anche lo sporco.
Per pulire questa zona occorre necessariamente utilizzare degli strumenti appuntiti, che raggiungano gli stretti spazi che dobbiamo pulire: si può usare un taglierino o un supporto plastico tagliato a dovere; nel caso del taglierino, fare in modo di orientare la lama alla base del tasto avendo cura di non intaccare in alcun modo il legno con la lama e scorrere con mano leggera l’intero tasto.
Anche in questo caso, per manici in acero è sconsigliato l’uso del taglierino, meglio usare un supporto plastico.

Una volta terminata la pulizia del manico, per garantirne una maggiore durata nel tempo ed una migliore resa sonora, sarebbe opportuno dedicare qualche istante anche al nutrimento del legno.
Come detto in precedenza questa fase richiede prodotti differenti in base alla tipologia di legno con la quale è realizzato il vostro manico:
ACERO: nessun prodotto
PALISSANDRO : Cera alla carnauba
EBANO : Olio di limone
L’applicazione è la medesima in tutti i casi: stendere con un panno di cotone una piccola quantità di prodotto lungo tutto il manico, lasciare per qualche minuto che il manico assorba la quantità necessaria di nutriente, quindi rimuovere l’eccesso con un panno, avendo cura poi di rilucidare il manico.

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18:21 - 5 gennaio 2009
Ho letto e ho appreso con molta attenzione, per nutrire la tastiera in palissandro consiglia la cera carnauba ( potrebbe darmi una marca ,che tipo, come e dove posso trovarla ?) in passato ho usato dell’olio limone ahimè?palissandro, dopo averlo sospeso ho ripiegato col semplice olio di oliva, ho letto da qualche parte che è possibile farne uso,si può usare tranquillamente?,rimango in attesa di una sua sempre se può, la ringrazio e le porgo i miei più distinti saluti.
Farini Pier Luigi Monzuno ( BO )
18:26 - 5 gennaio 2009
Salve,
la cera di Carnauba la può trovare anche in ferramenta, si assicuri che sia su base neutra.
Il prezzo è di circa 9 Euro per 1 kg di cera.
19:26 - 27 gennaio 2009
Le chiedo per dare più durata alle corde oltre la pulizia con il panno ecc.ecc. consiglia prodotti come il Fast free STICK o altri tipi……..grazie .
19:52 - 27 gennaio 2009
Salve,
se per lei va bene possiamo darci del Tu… rende i rapporti più piacevoli!
Per quanto riguarda le corde, personalmente non mi piace molto usare i prodotti per la pulizia della corde (tipo Fast-Fret) perchè spesso questi prodotti contribuiscono alla pulizia delle corde, ma peggiorano la resa delle stesse in termini di vibrazioni: gli addittivi contenuti nel liquido di pulizia spesso possono contenere sostanza che rendono la vibrazione delle corde meno efficiente.
Personalmente preferisco il buon vecchio metodo del panno asciutto.
19:40 - 27 gennaio 2009
Un manico in palissandro abbastanza poroso fa parte nelle specie di chitarre economiche? pensare che ho visto anche delle Gibson da favola con lo stesso problema, se si può chiamare problema, incide in modo negativo questa porosità sul suono? ci sono possibili migliorìe per ottenere eventuali risultati? tutto questo perchè nella mia strato assemblata ho un manico ALL PARTS che funzia bene ma mi lascia un pochetto……saluti
20:15 - 27 gennaio 2009
Personalmente non mi piacciono le tastiere in palissandro, alle quali preferisco di gran lunga i manici in pezzo unico in Acero.
Le tastiere in pallisandro necessitano di una maggiore cura con applicazioni di olio o ancora meglio di cera, proprio per diminuirne la porosità e per nutrire il legno.
Spesso le tastiere in palissandro vengono anche verniciate o laccate al fine di diminuirne la porosità .
Più che la porosità , però, ad influire sulla qualità sonora è la qualità del legno utilizzato.
01:16 - 4 febbraio 2009
Ciao Giampaolo senti io ho un problema che suppongo sia di molti possessori di una stratocaster. Ovvero la chitarra attaccata all’ampli con suono pulito ha un ronzio di sottfondo, cosa che appena accendo il compressore naturalmente si amplifica. Ora io so naturalmente che la cosa sia normale con i single coil, proprio appunto per questo volevo chiederti se potevi darmi qualche consiglio o addirittura se mai avevi pensato di pubblicare una guida per la schermatura e la messa a terra della chitarra. Su internet ci sono diverse guide per le soluzioni fai-da-te, ma sinceramente non ne ho trovata una degna di nota. Ho provato da solo, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Grazie per l’attenzione Alessio
10:11 - 4 febbraio 2009
Ciao Alessio,
ti confermo che è un problema conosciuto… e che con una buona sistemazione della schermatura e dei collegamenti il problema si attenua notevolmente.
Effettivamente una guida sarebbe utile e quindi cercherò di realizzarla e di pubblicarla appena possibile.
13:00 - 4 febbraio 2009
Ciao Giampaolo, per la cera carnauba ho dei problemi a trovarla, l’ultima ferramenta mi ha tomellato con delle scaglie che poi devi …………….non ci capivo più nulla, se la trovassi in un negozio musicale di sole chitarre come Tomassone a Bologna? ma questo prodotto è solo per nutrimento? darebbe anche l’effetto del lucido o liscio ecc. ? se uso questa cera l’olio non servirebbe più no? ho una stratocaster con manico All Parts (assemblata) ormai ti chiedo cosa ne pensi delle assemblate (visto che il mercato non le considera) la mia ha i pick up 54 custom USA, le meccaniche vintage …tutto rigorosamente USA, il body di una vecchia Japan…..non avendo l’originalità Fender e il number serial viene penalizzata, , dimenticavo il manico è un vintage con tasti quelli sottili, di questo all parts come la pensi…..?sebbene prediligi l’acero… ciao e scusa la papirata, un abbraccio Pier
13:25 - 4 febbraio 2009
Ciao Pier,
sicuramente in un negozio di strumenti musicali la trovi e normalmente è di qualità superiore… ce ne dovrebbe essere anche una a mrchio Dunlop.
La cera di Carntuba è per la sola tastiera del manico in Palissandro e oltre al nutrimento dona anche brillantezza al legno.
Riguardo alle chitarre assemblate… beh è evidente cosa ne penso visto che le mie Strat Replica sono assemblate!
Ovviamente assemblato non va d’accordo con mercato: nel momento in cui realizzi una chitarra assemblata lo fai sostanzialmente perchè ti soddisfa maggiormente di quella standard, ma sai che avrà un valore sul mercato inevitabilmente inferiore… nel mio caso uso solo parti ufficiali Fender proprio per dare comunque un valore maggiore allo strumento, visto che comunque sono sempre presenti numeri di serie ufficiali.
12:58 - 6 febbraio 2009
Ciao Giampaolo, sono stressante con la cera carnauba….stamattina l’ho trovata da Tomassone, appena sono arrivato a casa mi sono messo dietro: pulizia fatta a fondo del manico, poi dopo ho cosparso la cera da ottenere una velatura poi dopo 15 minuti quando asciutta mi sono messo con un panno morbido a passare in modo circolare poi in lungo ecc. ecc. lungo le porosità o minuscole fessure del manico ora si evidenzia il colore chiaro( tipo crema alla nocciola) dove la cera si è infilata, con il tempo scompare alla vista?…………ho fatto lo stesso trattamento al mio Jazz Bass che ha un palissandro mi sembra meglio ma ho ottenuto lo stesso risultato anche qui,ciao Pier Luigi
11:56 - 7 febbraio 2009
Scusa ma mi ero dimenticato di specificare il prodotto: PROTECT PURE LIQUID CARAUBA WAX (instrument care) J.D’Addario. Dopo un tempo di 24 ore speravo e credevo che il prodotto finito nelle porosità del legno si fosse ripristinato eliminando quello strano aspetto, ho dovuto con alcol e batuffolo di cotone agire per toglierlo perchè è antiestetico, poi sono ritornato al vecchio sitema dell’olio limon e dopo due o tre trattamenti (nel tempo)con questo olio elimino (almeno lo spero) la cera, scusami ma non mi sono trovato molto bene, a meno chè il prodotto non è a uso specifico del nutrimento per la tastiera palissandro. Ciao e a presto PIER
12:04 - 7 febbraio 2009
Questo prodotto non lo conosco.
Dopo aver passato la cera ed aver atteso che asciugasse, hai passato un panno di cotone asciutto per rimuovere l’eccesso ?
La cera deve nutrire il legno attraverso i pori, quindi una volta asciugata, va rimossa la parte in eccesso che rimane in superficie.
13:08 - 7 febbraio 2009
Ho fatto tutto quello che…..sono sicuro che sarà il prodotto che ho acquistato ieri che……………lunedì torno da Tomassone poi gli chiedo delucidazioni , non vorrei che il commesso mi abbia venduti un prodotto non apposito, ci scommetto, ciao Pier
20:28 - 17 febbraio 2009
ciao
ritieni giusto che l’action di una strato vada misurata con lo spessore di una carta di credito al 10 capotasto ?
secondo è sufficiente alzare le sellette per diminuire il cosidetto ” la corda che batte sulla tastiera” oppure bisogna agire sul truss rod
ciao walter
20:39 - 17 febbraio 2009
Beh il truss rod non è direttamente collegato all’action… ovvero non è propriamente uno strumento per regolare l’action, ma per regolare il manico; ovviamente se il manico ah una curvatura eccessiva si avrà il problema descritto che potrà essere risolto agendo sul truss rod… ma l’action è una conseguenza non la causa.
Riguardo la carta di credito al 10 capotasto… io preferisco i metodi più ortodossi e convenzionali di controllare al 12 capotasto e di non scendere sotto il livello soglia di 1.3mm per il Mi basso.
Va anche detto che molto influisce anche il setup del ponte (flat o floating)
11:42 - 19 febbraio 2009
ciao e razie per il consiglio
volevo sottoporti un quesito:
mi hanno detto che per diminuire il rumore prodotto dai pick up basta dopo averli smontati spruzzarci attorno ai filmenti la paraffina e quindi farli asciugare e rimontarli.
ciao
09:09 - 21 febbraio 2009
Complimenti, gli amanti come noi del Gilmour sound ti saranno sempre grati per il tuo lavoro.
Volevo chiederti, ma che scalatura monta Gilmour sulla red e sulla black?
Ciao Hansel
10:13 - 21 febbraio 2009
Ciao Hansel
usa normalmente una scalatatura molto vicina a quella delle GHS Gilmour String …ovvero…
10 – 12 – 16 -28 – 38 – 48
10:59 - 19 aprile 2009
Blob interessantissimo.
Per la pulizia del manico (palizzandro su strato) bisogna rimuovere tutte le corde e effettuare l’operazione di pulitura e immagino asciugatura. Non si rischia di lasciare il manico troppo tempo senza la tensione delle corde? Ad oggi nella sostituzione delle corde procedo sempre con una alla volta per evitari sbalzi di tensione. Cosa mi suggerisci?
grazie in anticipo e ancora complimenti / Luigi
16:42 - 8 maggio 2009
ma bon.. chi ga cazzi de star li a pulr tutto? dovrebbero far chitarre piu resistenti, io chiedo solo una cosa alla mai chitarra: di essere DURA e poter sopravvivere
13:37 - 9 maggio 2009
Ciao
Grazie x la cortesia…premetto che non sono molto abile nella pulizia della chitarra
dopo aver letto questa interessante pagina avrei delle domande da porti..
Come faccio a pulire le meccaniche?..con un panno o qualcosa tipo un pennello da pittore magari molto fino?..cosa mi consigli?
Eventualmente dove posso trovare questo olio x macchine da cucire?…Per la pulizia della tastiera dove posso trovare la lana d’acciaio?..
ma deve essere imbevuta d’alcool o vale solo nel caso dei batuffoli di cotone?…e ancora il nastro carta non potrebbe intaccare la tastiera?..ho un po’ paura ad usarlo
Per la pulizia del tasto potrebbe andare bene un prodotto tipo il duraglit?..se no cosa mi consigli?..Ma e’ meglio smontare tutte le corde x cambiarle o e’ meglio procedere
una alla volta? (penso pero’ che renderebbe piu’ difficile una pulizia accurata della tastiera)
La mia chitarra e’ una MusicMan JP 6 corde Mystic Dream
Corpo in tiglio – Finitura corpo poliestere lucida
Manico in acero – Finitura manico olio e cera
Tastiera in palissandro
Ponte Music Man John Petrucci custom floating tremolo cromato con sellette piezo-elettriche
Meccaniche Schaller Locking cromate con chiavi di accordatura in celluloide madreperla
Scusami x questa valanga di domande ma non oso metterci le mani se non sono sicuro…naturalmente anche io un fan dei Pink..
Grazie.
22:50 - 5 giugno 2009
Ciao Giampaolo davvero complimenti per il tuo sito molto completo e chiaro!Volevo chiederti questo; io ho problemi con la manopola del volume nel senso che quando la giro fa forti rumori di fondo, naturalmente amplificati se uso un distorsore, che sono davvero molto fastidiosi e l aumento dedl volume non è lineare, la stessa cosa con il selettore che quando lo sposto da una posizione ad un altra fa come degli scoppiettii. Ho provato con lo spray per circuiti elettrici ma nn è cambiato assolutamente nulla!mi consogli di cambiarli?costano molto?un altra cosa la mia tastiera in acero ( non rifinita ma naturale)ha qualoche macchia nera (sicuramente le corde ossidate o dita sporche) mi confermi che si tolgono facilmente con l uso di alcool?
Ti ringrazio già da adesso e complimenti ancora Massi
11:01 - 8 giugno 2009
Ciao Massi,
beh per prima cosa ti avrei detto di provare lo spray per pulire i circuiti… ma visto che lo hai già fatto, credo che sia suggeribile una sostituzione dei potenziometri e dello switch.
Magari prima di sostituirli puoi provare a verificare se magari è solo un problema di collegamento (filo dissaldato o saldatura “fredda”, ovvero con falso contatto)
12:14 - 20 agosto 2009
ciao giampaolo.Aiuto per favore. Ho una gibson les paul standard ed ho un problema alla chiavetta del Mi basso: non capisco perché, ruotando la chiavetta per accordare, a tratti diventa molto più dura e continuando a girare si…ammolla, cioè diventa leggerissima come se non ci fosse nessuna corda tesa, e poi sempre girando ritorna dura. L’accordatura regge, riesco comunque ad accordare ma nn capisco perché fa così. Come faccio a risolvere?
11:10 - 8 ottobre 2009
Slave, e complimenti per il tuo articolo.
Ho letto con interesse le tue tecniche per la pulizia e il nutrimento del manico. Putroppo informandomi su altri siti/forum ho appreso che esistono pareri discordanti e confusionari sull’uso in particolare della cera di carnauba (soprattutto sulla preparazione). C’è una selva di persone che usano svariati prodotti, chi la cera di semi di lino, di girasole, l’olio rosso, l’olio d’oliva… Ora, io non vorrei smontare le aspettative di chi legge ma a parer mio direi che dipende molto anche da come uno suole sentire il feeling con il proprio manico. Mi spiego meglio: a me ad esempio sudano le mani, devo continuamente asciugare le corde se voglio mantenerle per un po’ di tempo e il manico mi piace che sia scorrevole. Proprio per queste mie esigenze penso che non proprio tutti i prodotti vadano bene in generale. Per esempio, prima di leggere il tuo articolo, ho sempre usato l’olio di paraffina sulle corde (sì, so come la pensi!) e un velo anche sul manico. Isomma vorrei solo dire che l’uso di un prodotto piuttosto di un altro è piuttosto soggettivo, soprattutto se indicato su sito o un forum, con una mancanza lampante di esperienza diretta.
Ora vorrei cambiare e provare qualcos’altro per il mio Les Paul.
Vorrei chiedere se fosse possibile utilizzare la cera d’api sul manico, oltre che sul corpo (alla fine è un buon prodotto nutriente, anche se forse non proprio scorrevolissimo). Se no, per quale motivo?
Mi piacerebbe poter discutere di queste interessanti tecniche.
Grazie in anticipo per le risposte.
00:42 - 7 gennaio 2010
ciao scusate mi devo apprestare a pulire le mie molte chitarre elettriche e ho trovato questo sito. 15 anni fa pulivo i manici in palissandro con semplice olio per i mobili e venivano secondo me molto bene (asciugando sempre il tutto). E’ un’eresia, danneggia il legno, oppure funziona secondo voi? grazie, emax
00:45 - 7 gennaio 2010
ultima domanda: è sbagliato tenere le chitarre su quei supporti dove ce ne stanno 8-10 di fila l’una accanto all’altra, pur avendo l’accortezza di evitare che il peso dello strumento vada a ricadere sulla parte laterale dei manici? grazie emax
22:57 - 22 giugno 2010
Salve.
Avrei una domanda.
Io ho una sudorazione nelle mani abbastanza alta.
Ho cambiato le corde (ernieball scalatura 0.10-0.46) giovedì e venerdì ho suonato ad una festa.
Alcune corde (il re, il sol e il si) si sono leggermente ossidate in alcuni punti quella stessa sera (venerdì) dopo aver suonato.
La mia domanda è: sono a rischio rottura anche avendo solo qualche giorno di vita o l’unico rischio che ho è la leggera perdita di brillantezza delle corde?
Premetto che pulisco sempre le corde prima e dopo aver suonato.
Generalmente le cambio prima di ogni serata ma visto il costo vorrei farle durare almeno per 2 serate …
Lei cosa ne pensa?
14:55 - 23 giugno 2010
E’ sempre importante dare una pulita con un panno asciutto alla chitarra dopo aver suonato… in questo modo si prevengono molti problemi legati all’ossidazione.
Se si procede ad una buona pulizia post uso comunque, sicuramente le corde le puoi tenere per due o più serate.
21:14 - 23 giugno 2010
Ok grazie!
Quindi avendole cambiate giovedì scorso e avendo suonato il giorno dopo, posso suonare sabato senza cambiare corde anche se alcune sono leggermente ossidate?
Cioè, l’ossidazione quanto è pericolosa per la tenuta di una corda in termini di rottura?
Grazie ancora e complimenti per il blog, molto utile.