Molto spesso ci sono chitarristi che esprimono tutto il loro dissenso sui multieffetti a favore dei pedali singoli, utilizzando in reltà il termine MULTIEFFETTO come sinonimo di DIGITALE ed il termine PEDALE come sinonimo di ANALOGICO… ma in realtà è un errore grossolano.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Quando si parla di multieffetto ci si riferisce ad un sistema unico che permette di realizzare diverse tipologie di effetto a partire dallo stesso segnale di ingresso, ovvero di una “black box” all’interno della quale sono presenti diversi effetti in contemporanea.
Per capirci il pedale BOSS PS-2 o PS-3 può funzionare come Delay, Pitch Shifter e Detuner. si configura quindi come un vero e prioprio multieffetto.
Andando oltre, la mitica pedaliera realizzata da Pete Cornish per David Gilmour (da me replicata) è a tutti gli effetti (scusate il gioco di parole) un MULTIEFFETTO, in quanto permette di processare all’interno di un unico sistema il segnale con diversi effetti.
Quando si parla di Multieffetto o di effetto singolo, ci si riferisce quindi a come viene processato il segnale e non a come viene trattato il segnale.
Esisono multieffetti analogici (le pedaliere di Pete Cornish ad esempio) e pedali singoli digitali (la quasi totalità dei pedali attualmente in commercio).
Allora perchè così spesso si confondono i termini ?
Perchè la maggior parte dei multieffetti attualmente in commercio sono di tipo digitale (a modelli), quindi nell’immaginario collettivo dei musicisti, si identificano con il termine multieffetto tutti i sistemi (pedalboard o rack) digitali.
Perchè ho voluto fare questa precisazione ?
Perchè sempre più spesso mi trovo a dover rispondere a domande del tipo “ma se ti piace il vintage e l’analogico, perchè parli così spesso dei multieffetto ?” oppure “perchè produci pedali analogici e poi usi i multieffetto ?”
Parlando di Digitale poi, come ho spiegato compiutamente nella GUIDA AGLI EFFETTI che trovate qui sul blog, in realtà molto spesso le crtiche che vengono mosse a questa tecnologia sono ingiustificate e frutto di errori d’uso…
…a breve affronterò anche questo discorso.





