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VINTAGE o MODERNO ? CHITARRISTA o COLLEZIONISTA ?

mercoledì, marzo 14th, 2012

Immagino che la maggior parte di quelli che hanno letto il titolo, istintivamente hanno detto: “Vintage, non c’e’ dubbio!”
A me il dubbio invece, di tanto in tanto, viene… e così ho pensato di parlarne un po’ con voi.

Il fatto è che sempre più spesso, si crede che la parola Vintage sia sinonimo di migliore, a prescindere.
A prescindere dallo stato d’uso, dalla tipologia dei materiali usati, dalla manutenzione… e dal resto.
Ma non è così.

Soprattutto nel “nostro” settore, il vintage è – a volte – estremamente sopravvalutato: non si possono decantare virtù sonore soprannaturali e prezzi a quattro cifre, solo perchè il pedale, il cono o l’ampli, hanno qualche decennio sulle spalle… non è così che funziona.

E’ vero che la regola base di ogni mercato dice che se esiste un’offerta è perchè c’è una domanda: il problema, infatti, è nostro (parlo degli utenti finali) avremmo bisogno di un po’ meno integralismo su questi temi e di cominciare a valutare gli strumenti per quello che sono, per la funzione che devono svolgere, con il solo metro di giudizio che abbia un senso, ovvero il suono.

Un piccolo esempio: qualche giorno fa parlavo con il responsabile di uno studio di registrazione di Roma (uno studio di alto livello) e discutevamo proprio su questo tema, ad un certo punto lui mi dice “L’altro giorno dovevamo registrare una traccia con un echo anni 70 ed il chitarrista è andato al volo a prendere il Binson Echorec disponibile qui in studio, quando gli ho detto di usare il Line6 DL4, perchè avrebbe ottenuto lo stesso sound ma ci avrebbe messo molto meno tempo, mi ha guardato sorpreso… quando poi lo ha acceso, mi ha dato ragione!”

Spesso ci comportiamo come quando eravamo piccoli e ci rifiutavamo di mangiare qualcosa senza motivo… salvo poi scoprire, quando eravamo “obbligati” ad assaggiare, che ci piaceva!

AMPLI D’ANNATA ?
Questo discorso raggiunge uno dei sui punti più estremi (e delicati) proprio quando si parla di amplificatori ed in particolare, nel nostro caso, di Hiwatt.

Facciamo una premessa, per evitare equivoci: Hiwatt è Hiwatt, non si discute… è il top… da ogni punto di vista.

Tenendo valida questa premessa, c’e’ però da dire che nei negozi e mercatini si trovano Hiwatt vintage a prezzi oltremodo esagerati: sembra che sia sufficiente avere un Hiwatt degli anni 70 per giustificare un costo da reliquia.

Un amplificatore vintage non è automaticamente un amplificatore superlativo, anzi…
…bisogna considerare che ci sono molti componenti che posso risentire degli anni: valvole, condensatori, trasformatori, collegamenti… e spesso accade che, per riportarlo ad un suono decente, sia necessario sostituire la maggior parte di questi componenti… e a quel punto allora che differenza c’e’ con ad un ampli moderno? la targhetta sul retro con il numero di serie degli anni 70?

Senza parlare del fatto che, seppur sia assolutamente inequivocabile il fatto che un Hiwatt per uno sound alla Gilmour sia il top, ciò non significa però che non si possa ottenere un eccellente sound anche con altre soluzioni.
Nel periodo in cui ho suonato con Blackstar (ad esempio) molti mi chiedevano che Hiwatt avessi, quando dicevo che era un Blackstar, rimanevano a guardare… increduli.

Volendo fare qualche nome, più blasonato del mio (che sono solo un umile chitarraio), provate a guardare uno dei video di Jamie Humphries, cosa trovate come ampli alle sue spalle? o anche Dave Kilminster, nel tour The Wall 2011, cosa aveva come ampli?

E QUINDI ?
E quindi, come ripeto ogni giorno a me stesso e a chi me lo chiede, non esiste una ricetta magica valida per tutti… la ricerca del suono è una via molto personale, che va percorsa fino in fondo, senza avere mai paura di provare nuove strade.

L’unico modo per non essere risucchiati nel gorgo dei pregiudizi e delle false illusioni, è porsi due semplici domande:

- Cerco il suono o l’aspetto ?
- Sono un chitarrista o un collezionista ?

Se la risposta è, in entrambe i casi, la prima, allora non siete affatto obbligati a spendere un capitale per strumenti vintage di marca…
…per tutti gli altri, c’e’ la carta di credito!

 

P.S.
Ho messo in conto, pubblicando questo articolo, che potrà suscitare pareri anche molto contrastanti… ma in fondo a questo serve il blog… a discutere, anche con vigore, tra amici!

Blackstar HT-20 Head + HTV-212

sabato, luglio 16th, 2011

Qualche tempo fa, deciso a prendere un nuovo amplificatore valvolare low watt, mi sono riaffacciato sul mercato degli amplificatori per chitarra, per capire cosa ci fosse di disponibile… e SBAM!!! mi si è aperto un mondo di proprozioni immense!
Sono rimasto sorpreso dalla quantità e – soprattutto – dalla qualità dei prodotti presenti in questa fascia di mercato (low watt).

Sembra che finalmente ci sia resi conto di come, la grande qualità raggiunta ormai dai sistemi di PA, permetta di utilizzare amp di potenza e proporzioni ridotte.

Tornando alla mia ricerca, dopo aver scremato la lista degli amp di mio interesse a “solo” dieci modelli, me li sono studiati a fondo, confrontandoli sotto ogni aspetto: schema di funzionamento, tipo di valvole, qualità costruttiva… e via di seguito.
Alla fine ho eletto il “mio migliore” che – ovviamente – poi ho comprato!

Si tratta della testata BLACKSTAR HT-20 e della cassa BLACKSTAR HTV-212.

Partiamo dalla testata.

Giampaolo Noto Blog   HTStudio20Head Blackstar HT 20 Head + HTV 212

BLACKSTAR HT-20 Head

Si tratta di una testata da 20W con 2xECC83 e 2xEL34, due canali, reverbero digitale, loop effetti e uscita per registrazione con simulazione di cassa 1×12”

E’ costruita con molta cura, materiali di ottima qualità e rifiniture ben realizzate. La dotazione “di serie” include un footswitch per il cambio canale, cavo di alimentazione, cavo per collegamento alla cassa (jack-jack), manuale e documenti vari.
Le dimensioni sono contenute ed anche il peso (circa 13Kg) è uno dei più bassi della categoria.
Come detto la testata è una due canali.

Giampaolo Noto Blog   ht20hpanelthumb Blackstar HT 20 Head + HTV 212

Canale Clean
Nella presentazione ufficiale della Blackstar c’e’ scritto “pure boutique cleans”… ed in effetti il clean è veramente bello, superiore alle aspettative: rotondo, preciso, mai urlato e con una dinamica spaventosa… il tutto gestito con solo due regolazioni Volume e Tone.
Reagisce perfettamente ai pedali effetto e anche suonato “da solo” con un po’ di reverb tira fuori un carattere da primo della classe.
Qualcuno lo paragona al pulito Hiwatt, parlando di un clean ai limiti dell’Hi-Fi… forse non siamo ai livelli dell’hiwatt, ma la strada è quella!

Canale Drive
Il canale drive è una vera sorpresa… almeno per me e per i miei gusti.
Racchiude una gran varietà di gain, dal low gain, quasi da usare come semplice boost, ad un lead gain, molto più potente, per capirci da assolo… il tutto però senza mai strappare, senza diventare volgare o – come la chiamo io – senza diventare “motosega”.
Il canale gain ha, oltre al volume, la classica regolazione di bassi/medi/alti e poi ha un controllo – brevettato da Blackstar – denominato ISF (Infinite Shape Feature): questo controllo agisce sulle frequenze medie, spostandone il punto centrale… in questo modo si modifica la curva di equalizzazione e si ottiene un sound più americano o più inglese.

L’amp in generale ha una dimanica veramente notevole, si sente il sound sotto le dita in un modo unico, una sensibilità altissima e sempre molto precisa.
Il reverb è digitale ma molto gradevole, mai esagerato, con un’ottima escursione del pot di regolazione.
Molto utile l’uscita con simulazione di cassa 1×12” che permette di fare registrazioni veloci, semplicemente collegamendo un cavo sulla testata, con una resa di tutto rispetto.
I 20W sono veramente tanti… fin’ora non sono mai riuscito a spingerlo oltre il 60% di Master Volume!

 

La cassa.

Giampaolo Noto Blog   HTV212 Blackstar HT 20 Head + HTV 212

BLACKSTAR HTV-212

Si tratta di una cassa 2×12” 160W

La cassa può essere usata in modalità mono (8ohm) o in modalità stereo (2x16ohm), selezionabile tramite jack.

La configurazione è open-back ed i coni sono due Celestion Seventy80: questi coni sono conosciuti per la loro estrema pulizia e grande risposta… vengono usati, infatti, anche nei più importanti “active cab” (casse attive) usate con i sistemi di simulazione amp, tipo Pod.

 

Il giudizio generale su questa configurazione è molto positiva, il suono è veramente bello e potente, ma mai freddo, mai finto.

Alla Blackstar hanno saputo coniugare un sound di altissimo livello, da primi della classe, con prezzi onesti ed in linea con la concorrenza… complimenti!

 

Un bel video dimostrativo della testata Blackstar HT-20 da Nevada Music

NiCal Amp – sconto speciale per gli utenti del blog

giovedì, giugno 16th, 2011

Giampaolo Noto Blog   nical banner1 NiCal Amp   sconto speciale per gli utenti del blog

Qualche tempo fa ho pubblicato un articolo dove presentavo la nuova linea di Amplificatori artigianali NiCal.
Per chi lo avesse perso, questo è l’articolo NiCal Amplificatori di Qualità

Come dicevo nel primo articolo dedicato a NiCal, si tratta di un nuovo marchio, nato per costruire sistemi di amplificazione artigianali fatti a mano, utilizzando i migliori componenti disponibili nel mercato e secondo specifiche di altissimo livello.

A riprova dell’alto livello di questi amplificatori, da qualche tempo è diventato endorser ufficiale di questi amp, il grande Toti Panzanelli.

Parlando con Luca Cantarini, uno dei soci fondatori di Nical, sono riuscito ad ottenere uno sconto speciale per gli utenti del blog che fossero interessati ad acquistare uno di questi Amplificatori.

Quindi se c’e’ qualcuno di voi che è interessato, può contattare direttamente Luca dicendogli di essere un utente del blog ed ottenendo lo sconto extra (ovviamente previo controllo incrociato!)

Per contattare la Nical potete inviare una email a caluk1955@alice.it oppure telefonicamente al numero 3292275805.

Come già in passato per tutte le altre convenzioni ottenute, voglio precisare che io non ho alcun legame con la NiCal e la “convenzione” si limita all’ottenimento di uno sconto speciale per gli utenti del blog… tutto il resto è un rapporto diretto tra voi e la NiCal.

Shine On!

Ed ecco a voi il grande Toti che prova il suo nuovo Nical Maestrale da 100w