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Fender Blues Junior

mercoledì, marzo 3rd, 2010

Qualche tempo fa ascoltando (distrattamente) alcuni amici suonare, mi è saltato all’orecchio il sound della chitarra… rotondo, dinamico, caldo… gran bel sound! mi avvicino per vedere cosa stesse usando e vedo li in bella mostra un box dalle dimensioni contenute, tutto nero con scritta Fender sul fronte… era inequivocabilmente un Fender Blues Junior.

Da allora è passato un po di tempo, ma l’idea di arruolare nelle mie personali forze musicali un Blues Junior mi è rimasta nella mente e così, qualche giorno fa, ho finalmente fatto il passo.
Eccomi, quindi, per una breve recensione dell’ampli.

Il Fender Blues Junior è un amplificatore valvolare da 15 watt (su 8 ohm) monocanale della serie Hot Rod.

La piattaforma è la classica Fender con un coppia di valvole EL-84 Groove Tubes e tre valvole 12AX7, raddrizzatore allo stato solido, reverb Fender e cono da 12″ Fender prodotto da Eminence.

Le dimensioni ed il peso sono molto ridotti: 41cm di altezza, 46cm di larghezza e 25cm di profondità, con un peso di 14Kg!

Sul top dell’ampli troviamo un pannello cromato con manopole chicken head nere per i controlli dell’ampli: Reverb, Master, Middle, Bass, Treble, Volume; tra i controlli treble e volume si trova il pulsante FAT che (quando inserito) aumenta il guadagno di preamplificazione, fornenso una distorsione ed un sustain maggiori.

Passiamo al sound… se si chiama Blues Junior, ci sarà un motivo!

Il suono è bellissimo, molto caldo e rotondo, anche spingendo al massimo il gain non finisce mai in una distorsione “volgare”, ma rimane sempre un crunch molto blues, con una saturazione calda e pastosa.

Sui suoni puliti è molto caldo e con un ottima presenza dei bassi che non sono mai eccessivamente presenti; rispetto al classico sound Fender (soprattutto stato solido) si sente la presenza importante dei medi valvolari, che per quanto mi riguarda è un piacere enorme.

Spingendo poi sul gain si trovano delle saturazioni molto calde e morbide, con una notevole risposta dinamica e un ottimo sustain… isomma un gran bel sound.

Il Blues Junior è piccolo ma sa farsi rispettare… i suoi 15 watt suonano come (e meglio) di molti fratelli maggiori.
La potenza nascosta in questa piccola black-box è veramente tanta e molto raramente si riesce a lasciare liberi tutti i 15 watt.

In conclusione, il Fender Blues Junior è un altro piccolo gioiellino di casa Fender, che riesce a regalare soddisfazioni spesso oltre le migliori aspettative.

FENDER Frontman 212R – Parte 1

venerdì, novembre 20th, 2009

Qualche tempo fa ho dovuto (voluto) prendere un nuovo amplificatore, da affiancare a quelli già presenti.
Così per prima cosa, ho fatto il punto su quali fossero le caratteristiche per me importanti: combo, bel suono pulito, potenza media, doppio cono possibilmente da 12”
Non avendo preconcetti sui transistor, ho deciso di non limitare la scelta ai soli ampli valvolari… e così (per farla breve) mi sono ritrovato, dopo un paio di mesi di lettura approfondita e test vari, a prendere il Fender Frontman 212R.
Soprendente!

 

Il FENDER Frontman 212R è un ampli combo da 100watt, dotato di 2 coni da 12″ Special Design, 3 canali (normal, drive, more drive), mid contour, channel switching e reverbero a molla… il tutto in un look blackface.

Le dimensioni in centimetri sono 49,7 x 66,3 x 24,2 (altezza x larghezza x profondità), mentre il peso è di circa 21,5 Kg.

L’amplificatore, come detto, ha 2 coni da 12″ Special Design da 8 ohm, mentre la potenza è di 100W RMS per 4 ohm.

Sul pannello frontale troviamo due ingressi (1 normale – 2 per pickup attivi), i controlli di volume e tono per il canale normale, i controlli relativi al canale drive/more drive, il controllo del reverb, l’ingresso per il doppio footswitch (in dotazione) per il channel switchng ed infine gli ingressi per il loop effetti.

Il canale NORMAL (clean) è un classico clean Fender, quindi estremamente pulito e cristallino; giocando adeguatamente con i controlli di tono e tenendo ad un livello adeguato i MID (che troppo spesso vengono ignorati) si ottiene un suono rotondo e molto presente.

Il canale DRIVE ha un controllo di volume indipendente da quello del canale clean, il che risulta essere molto utile in accoppiata con il controllo del drive, per creare setup particolari (si può andare dal booster all’overdrive pieno); anche qui la gestione dei toni è molto semplice ed efficace, inoltre è presente un tasto MID CONTOUR, che attiva un eq di media frequenza “forte”, per una distorsione più moderna del canale drive.

Il canale MORE DRIVE, infine, aggiunge molto, ma veramente molto, drive al canale.

L’ampli è completato da un classico reverbero a molla Fender, dal sound inimitabile.

 

Nella seconda parte della recensione, approfondiremo l’uso di questo ampli e lo ascolteremo all’opera. Stay Tuned!

 

COLLEGAMENTO EFFETTI-AMPLIFICATORE

mercoledì, novembre 4th, 2009

A volte i problemi maggiori nel setup di un chitarrista non risiedono nella qualità o nella tipologia degli strumenti che usa, ma piuttosto nel modo in cui essi sono collegati tra loro.

Come abbiamo visto, ad esempio parlando del metodo dei 4 cavi, un corretto collegamento tra gli effetti e l’amplificatore, può fare la differenza tra un sound mediocre ed uno buono, senza cambiare un solo pedale.

Va detto che questo argomento è stato anche trattato nella GUIDA AGLI EFFETTI presente su questo blog e di cui raccomando la lettura.

Cerchiamo ora di approfondire meglio il discorso.

Una prima importante precisazione che va fatta è relativa alle differenti tipologie degli effetti per chitarra, al di là infatti dei singoli nomi, i vari effetti per chitarra possono essere distinti sulla base del loro modo di trattare il segnale: tutti gli effetti possono così essere divisi in quattro grandi aree
- Dinamica (compressori)
- Distorsione (overdrive, distorsori, fuzz)
- Modulazione (chorus, phaser, flanger, vibrato)
- Ambiente (reverb, echo, delay).

Per quanto poi ci interessa in questo caso specifico, ovvero parlando del collegamento tra effetti e amplificatore, possiamo raggruppare le aree in Dinamica-Distorsione e Modulazione-Ambiente.

Gli effetti di Modulazione-Ambiente andrebbero collocati sempre dopo la sezione di preamplificazione, mentre quelli di Dinamica-Distorsione andrebbero prima dello stadio preamplificatore.
In alcuni casi particolari anche gli effetti di modulazione posso essere usati prima della preamplificazione.

Nei casi in cui poi si utilizzi la distorsione dell’amplificatore (canale gain o overdrive), il collegamento degli effetti di modulazione e ambiente dopo il preamplificatore assume un valore ancora più essenziale: collegando infatti un delay o un chorus direttamente sull’input dell’amplificatore e utilizzando poi il canale gain, si avrebbe la distorsione sia del segnale origianale sia di quello con effetto… ottenendo così un suono di bassissima qualità.

Si capisce, quindi, come sia fondamentale poter avere alcuni effetti posizionati prima del preamplificatore ed altri dopo, tra preamplificatore e finale.

Per realizzare questi collegamenti si utilizza il loop effetti (fx loop) presente nell’amplificatore e anche nei sistemi multieffetto.

Il loop effetti è sostanzialmente costituito da due “canali” dedicati che sono Send e Return.
Si tratta, in pratica, di una interruzione del collegamento tra preamplificatore e finale di potenza (loop in serie), attraverso la quale è possibile collegare una serie di effetti.

I loop effetti possono essere di due tipi: in serie o in parallelo.

Normalmente il loop più utilizzato dai costruttori di amplificatori è il loop in serie: questo sistema è il più comune, ma anche il meno efficiente, in quanto può comportare (quando non è ben realizzato) una perdita di segnale.
Nel loop in serie tutti gli effetti collegati seguono la serie di collegamenti
PRE > EFFETTI > FINALE

Il loop in parallelo, invece, il collegamento pre-finale, non viene interrotto, piuttosto gli viene sommato (in parallelo) quanto arriva dal loop effetti, in questo modo si ovvia alla perdita di segnale ed si ottiene un sound migliore.
Nel loop in parallelo, il segnale in arrivo al pre viene sdoppiato per essere poi risommato nel finale
PRE > FINALE < EFFETTI < PRE

Nel caso di sistemi multieffetto, si possono combinare i due loop effetti (quello del mfx e quello dell’amplificatore) per definire con precisione quali effetti usare prima del preamp dell’ampli e quali dopo, oltre ovviamente a decidere quale preamp usare (nel caso di multieffetto con preamp interno).

Ovviamente il collegamento effetti-amplificatore è anche influenzato da altri fattori come la composizione stessa della catena effetti, il tipo di amplificatore, il tipo di loop effetti presente… e via di seguito, però indipendentemente da questi fattori saper collegare al meglio i diversi dispositivi, magari tenendo a mente alcune regole di base (come quelle accennate) può realmente fare la differenza tra un sound mediocre ed uno spettacolare.