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PEDALBOARD V2 – Caratteristiche generali

lunedì, giugno 22nd, 2009

Allora, come promesso, ecco i primi dettagli della pedalboard V2 appena terminata.

La PEDALBOARD V2 è stata realizata tenendo in consideraione le esperiene fatte con la V1 e cercando, quindi, di eliminarne le problematiche.
Devo dire che il risultato è stato sorprendente, soprattutto in termini di qualità sonora.

Cominciamo con il dire che la pedalboard è totalmente analogica e completamente realizzata a mano: dal taglio del legno, alla realizzazione degli effetti (quelli non nuovi), al cablaggio.

 

LA SCATOLA

La scatola è realizzata in legno, più precisamente multistrato marino da 0,8.

Le misure della scatola sono 70 x 13 x 40 (larghezza x altezza x profondita), il tutto incollato con colla vinilica e viti di fissaggio a legno.

La scatola è stata verniciata a spruzzo con smalto nero opaco a base d’acqua e rifinita a mano nei particolari.

V2 wood2 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

V2 wood3 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

 

GLI EFFETTI

La catena effetti è costituita da 12 effetti interni alla pedalboard, più un tuner (interno), più 2 effetti esterni collegati attraverso 2 canali send/return (wah e volume)

La catena completa è la seguente:

BUFFER : My BUFFER
COMPRESSORE : Demeter Compulator (clone)
- Send/Return # 1 : CryBaby Wah Wah w/ Reverse switch
MUFF: NOTOALL Creamy Solo (Muff Ram’s Head)
G MUFF: NOTOALL Creamy Solo (Muff Ram’s Head con componenti al Germanio)
TUBE DRIVER #1 : BK Tube Driver (clone)
TUBE DRIVER #2 : BK Tube Driver (clone)
EQUALIZZATORE : BOSS GE-7
CHORUS : EH Small Clone (clone)
PHASER : EH Small Stone (clone)
FLANGER : My Flanger Clone
VIBE : My Vibe Clone
- Send/Return #2 : ERNIE BALL Volume
DELAY 1 : IBANEZ DE-7
DELAY 2 : BOSS PS-2
TUNER : Chromatic Tuner

In aggiunta ho inserito uno switch per il sistema SOUND ON SOUND

V2 fx1 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

V2 fx2 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

 

LE ALIMENTAZIONI

Molto spesso la parte dei collegamenti e delle alimentazioni è la principale responsabile del cattivo funzionamento di una pedalboard, per questo ho deciso di “abbondare” con le linee di alimentazione, cercando di dedicare ad ogni “servizio” una propria linea.

Nella pedalboard sono presenti 4 differenti linee (tutte stabilizzate e filtrate):

• cc 9 volt per alimentazione effetti
• ac 12 volt per alimentazione tube driver
• cc 12 volt per illuminazione e led di accensione
• cc 15 volt per alimentazione ventole di raffreddamento

V2 fx3 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

 

LA PEDALBOARD

Come detto il risultato finale è andato ben oltre le aspettative: il sound è molto vintage, con una qualità eccellente, rumore di fondo praticamente assente ed una ottima risposta di tutti gli effetti.

La pedalboard è stata ultimata solo da qualche ora, quindi per i sample ci vorrà ancora qualche giorno… stò facendo i setup dei vari effetti per adattarli al meglio alla configurazione della pedalboard.

A breve approfondimenti e demo sample.

V2 pedalboard1 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

V2 pedalboard2 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

V2 pedalboard3 PEDALBOARD V2   Caratteristiche generali

PHASER o FLANGER ?

lunedì, giugno 15th, 2009

L’idea di scrivere questo articolo mi è venuta sabato scorso, quando facendo dei test con la pedalboard V2 (che è praticamente finita… ancora qualche giorno e poi arriva l’articolo completo!) ho notato che c’era qualcosa che non andava con il mistress, così l’ho “estratto” dalla pedalboard ed ho cominciato dei test: sentendo strani rumori e vedendo che un chip scaldava in modo strano, mi è venuto qualche dubbio… neanche il tempo di capire bene cosa succedeva ed il mistress è andato.
Trattandosi del nuovo mistress (stereo electric mistress) qualsiasi possibilità di metterci le mani è da escludere, visto che è tutto digitale e realizzato con componenti di superficie: devo dire che questo mistress non mi ha mai convinto fino il fondo, troppo poco flanger e troppo chorus per i miei gusti… però visto che ce l’avevo.

Comunque, andato il mistress, mi sono subito messo alla ricerca di un nuovo flanger… e visto che non è affatto scontato il fatto che inserisca un Electric Mistress Deluxe, ho cominciato a valutare anche altri pedali.

Ho chiamato un negozio di strumenti musicali per sapere cosa avessero di disponibile ed alla mia domanda relativa ai flanger, il tizio mi risponde : “si si, ho qui un phaser bellissimo!”, gli spiego che ho bisogno di un Flanger e non di un phaser e la risposta è : “guarda, forse non lo sai, ma il phaser ed il flanger sono la stessa cosa… sono due nomi diversi dello stesso effetto.” …ovviamente ho ringraziato e chiuso la telefonata.

Ripensandoci però, mi è venuto in mente che, forse, non tutti sappiano bene quale è la differenza tra phaser e flanger.

Il FLANGER utilizza una linea di ritardo per sommare al segnale originale un segnale sfasato, che fa ottenere il classico effetto dovuto all’annullamente per controfase in alcuni punti ed a picchi di risonanza in altre.

Il PHASER pur avendo un risultato finale molto simile al Flanger utilizza un sistema differente, nel quale il segnale viene sfasato ed un LFO modifica nel tempo la sfasatura del segnale.

Il Flanger, quindi, è molto più “fisso” come effetto rispetto al Phaser… ovvero il tipo di modulazione che produce il Flanger è uniforme, mentre quella del Phaser no.

Come si vede, quindi, pur producendo risultati molto simili “ad un orecchio poco attento” i due effetti sono piuttosto differenti, sia per quanto riguarda il suono prodotto, avendo modulazioni differenti, sia per quanto riguarda il metodo di trattamento del segnale, utilizzando uno il segnale ritardato (flanger) uno il segnale sfasato (phaser).

Personalmente, visto che mi piace molto sperimentare, preferisco averli entrambe nella pedalboard, con anche un chorus.

PARLIAMO DI… UNIVIBE (e similari)

mercoledì, maggio 13th, 2009

Come suggerito da alcuni utenti qui sul blog, approfondiamo la conoscenza dell’effetto UNIVIBE.

Prima di tutto cerchiamo di capire di che tipo di effetto si tratta: è sostanzialmente un rotating speaker simulator, ovvero un sistema che simula degli altoparalanti rotanti.
Già negli anni ’50 la LESLIE porduceva sistemi con speaker rotanti, in cui i coni dei cabinet ruotavano per creare il caratteristico sound.
A seguire furono molti i cosstruttori che realizzarono sistemi con speaker rotanti.

Già dal 1971 Gilmour cominciò a sperimentare l’uso di sistemi con speaker rotanti, che utilizzò poi in modo “massiccio” nelle registrazioni dei successivi album, in particolare in “The Dark Side Of The Moon”.

Oltre a sistemi di speaker rotanti (reali), David ha da sempre fatto un largo uso dei simulatori di speaker rotanti, in particolare dell’UNI-VIBE.

Si tratta di un effetto che simula la rotazione degli speaker attraverso un sistema con fotoresistori ed una lampada ad incandescenza; i fotoresistori sono posizionati intorno alla lampada e vengono usati per simulare una rotazione a 360° del suono.
Il sound prodotto è molto caldo e fluido.

Il tipo di effetto rientra tra quelli di modulazione e quindi trova la sua collocazione, all’interno della catena effetti, tra i chorus, i phaser ed i flanger.

L’origianale usato da Gilmour è il DUNLOP UNI-VIBE (lo stesso usato anche da Hendrix).

Valide alternative sono il VOODOO LAB MICRO VIBE, il BOSS RT-20, il LINE6 ROTO MACHINE…
…c’e’ poi un pedale che ho provato personalmente ed ho trovato molto interessante, con un ottimo sound ed un prezzo da urlo… si tratta del DANAELECTRO COOL CAT VIBE.