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DALLAS ARBITER FUZZ FACE

domenica, aprile 12th, 2009

Analizzando il sound di Gilmour, abbiamo accennato diverse volte all’importanza che ricopre un effetto come il Big Muff, in particolare nei setup cosidetti “moderni”… intendendo con questo termine il sound Floydiano dell’era post Waters.

Ma nella stessa misura in cui il Muff è fondamentale nel sound Gilmouriano moderno, c’e’ un altro effetto che caratterizza in modo predominante il sound Gilmouriano meno recente: si tratta del DALLAS ARBITER FUZZ FACE.

FUZZ FACE

Si tratta di un effetto molto molto semplice ma dal sound incredibile: in molti nel corso degli anni sono rimasti affascinati da questo pedale e tanto per citarne solo alcuni, possiamo dire che usavano il Fuzz Face… Jimi Hendrix, Syd Barret, Jimmy Page e molti altri.

Come detto si tratta di un effetto molto semplice, basato su due transistor e pochi altri componenti passivi (resistenze e condensatori).
La prima versione era equipaggiata con transistor al germanio NKT275 che conferivano al sound un tono molto caldo e pastoso; poi vennero i modelli con trasistor al silicio BC108 (in sostituzione degli AC128 al germanio) che permettevano di avere un guadagno maggiore ed un sound più “cristallino”.

FUZZ FACE

David usò il Fuzz Face fin dal suo ingresso nei Pink Floyd… già nelle registrazioni di “A Saucerful of Secrets” David utilizzò come distorsore il Fuzz Face che continuò ad usare fino al 1976 quando, con la prima pedalboard targata Cornish, arrivò il Fuzz Cornish e il Big Muff.
In realtà David poi continuò ad avere un Fuzz Face nella propria pedalboard fino alla metà degli anni 80.

Questo il setup usato da David sul Fuzz Face
Fuzz 90% | Volume 70%

Va detto che, soprattutto con l’avvento del Fuzz Face con transistor al silicio che offriva un maggior guadagno, GIlmour affiancava sempre un pedale volume al Fuzz Face, proprio per gestire al meglio la grande escursione in termini di gain che il pedale offriva… permettendo di usare lo stesso pedale sia nelle parti ritmiche sia in quelle soliste.

LIVE IN MELTDOWN – APPROFONDIMENTI

mercoledì, marzo 11th, 2009

Tempo qualcuno qui sul blog chiedeva maggiori dettagli circa il setup usato da David nel Live in Meltdown.
Essendo un live “particolare” credo sia giusto dedicargli un piccolo spazio qui, visto che non lo inserirò nella GUIDA AI SETUP.

Il Live in Meltdown è un concerto (o meglio una serie di concerti) che Gilmour ha tenuto tra il 2001 ed il 2002.
Per quanti non lo avessero visto, va detto che la particolarità di questo concerto sta nel fatto che è ACUSTICO… o forse sarebbe più corretto dire dire SEMI-ACUSTICO.
David suona in modo magistrale (e non è una novità!) in una sorta di One Man Show in cui esegue nuovi arrangiamenti pensati per chitarra e voce; ci sono una serie di strumentisti di appoggio, che però fungono da riempimento più che da band.

MELTDOWN

In questo concerto David ha presentato per la prima volta il Sound On Sound.
La pedalboard è ALL TUBE PEDALBOARD realizzata da Cornish e dalla quale poi sarebbe nata la pedalboard di On An Island.

Questi gli effetti presenti nella pedalboad:
BOSS CS-2
CORNISH G-2
BIG MUFF Ram’s Head
CORNISH SS-2
CHANDLER TUBE DRIVER
CORNISH T.E.S.
CORNISH CHORUS (modifica di Cornish di un Boss CE-2)
CORNISH TUBE EQ

Questi gli effetti esterni:
BOSS CS-2
BOSS CE-2
MXR DIGITAL DELAY SYSTEM
ROLAND SDE 3000 DIGITAL DELAY
CONN STROBO TUNER

MELTDOWN

Come detto in questo concerto David presenta il sistema Sound On Sound, con il quale riesce a creare un suono di sottofondo con la propria chitarra sul quale poi suonare il solo.
Il sistema è realizzato inviando il segnale proveniente dalla chitarra ad un pedale volume specifico e da qui verso un Delay con un tempo di ritardo ed un sustain molto lunghi: quando David suona un accordo, apre gradualmente il pedale volume ed il suono viene tenuto dal delay con un sustain di circa 20 secondi.
Per un’approfondimento sul sitema Sound On Sound è possibile leggere QUESTO ARTICOLO

Come detto il concerto è semi acustico e quindi non troviamo le “solite” Black Strat e Red Strat, ma piuttosto chitarre acustiche ed un paio di elettriche… nello specifico le chitarre usate sono:

- TAYLOR 712CE con FISHMAN PIEZO SYSTEM
- OVATION CUSTOM LEGEND 1619-4
- MARTIN D-28 (Bonus)
- CUSTOM VILAPLANA NYLON
- GRETSCH DUO JET
- GIBSON EH150 LAP STEEL

In questo video è possibile apprezzare il sistema Sound On Sound e l’arrangiamento ad hoc per “Shine On You Crazy Diamond” ascoltati proprio in occassione del LIVE IN MELTDOWN

EH ELECTRIC MISTRESS

sabato, marzo 7th, 2009

C’e’ un effetto che, soprattutto per le sonorità di The Wall, è fondamentale avere nella catena effetti, tanto quanto il Big Muff…
…questo effetto è l’ELECTRO HARMONIX ELECTRIC MISTRESS.

Cominciamo con il dire che l’ELECTRIC MISTRESS è un Flanger prodotto appunto dalla ELECTRO HARMONIX a partire dal 1976.

La prima versione aveva un’alimentazione a 18v (anche con doppia batteria da 9v), i controlli erano RATE, RANGE e COLOR ed uno switch per l’attivazione del FILTER MATRIX attraverso il quale si agiva sull’effetto rotativo (flanged) generando suoni più metallici.
Era realizzato con lo stesso chassis del Big Muff… si nota infatti una forte somiglianza tra i due pedali.

Successivamente venne realizzata una nuova versione con alimentazione a 9v e con alcune modifiche nella zona LFO/Clock, modifiche che sarebbero poi state usate anche per realizzare la versione Deluxe.

Con la versione Deluxe venne introdotto il nuovo chassis molto più grande (ed ingombrante)… ancora oggi usato.
In questa versione il suono è molto più ricco e permette di raggiungere una gamma di effetti maggiore del precedente, passando dal chorus al vibrato, dal phasing al flanger.

E’ tra l’altro sempre presente anche lo switch per il Filter Matrix
Il Deluxe ELectric Mistress non può essere (a meno di modifiche) utilizzato a batteria.

Per ovviare ad una serie di problemi tecnici nel 2007 è stato introdotta una nuova versione, lo Stereo Electric Mistress.
La scatola torna ad essere picccola ed i controlli cambiano in RATE, FLANGER DEPTH e CHORUS DEPTH.

Anche lo switch per il filter matrix viene tolto, ma non viene tolto il filter matrix, che viene attivato ora direttamente dal controllo RATE.
In questa nuova versione il Flanger ed il Chorus lavorano in parallelo ed i due suoni vengono miscelati insieme.
E’ presente anche l’uscita Stereo.

Passando all’uso che Gilmour fa di questo effetto va detto che per le sonorità di The Wall è fondamentale avere un Electric Mistress nella catena effetti.

In realtà David comincia ad usare questo effetto molto prima, con Animals, aggiungendo il Mistress come pedale esterno sulla sua pedalboard: gli esperimenti però si limitarono all’uso dell’Electric Mistress in DOGS.
Gli esperimenti però convinsero molto David e alla fine del Tour la pedalboard venne modificata togliendo l’univibe e mettendo al suo posto proprio l’Electric Mistress.

Come detto l’album in cui il Mistress è usato in modo più “pesante” è The Wall, tuttavia anche successivamente a questo album, Gilmour, non disdegna di inserire saltuarimanete questo fantastico Flanger per caratterizzare alcuni brani.