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SONDAGGIO: Il vostro setup

venerdì, ottobre 28th, 2011

Un nuovo sondaggio per capire come sono organizzati i vari setup degli amici di questo blog.

Nel sondaggio si parla di “Floor Multifx” e “Rack Multifx” per intendere pedaliere multieffetto o rack multieffetto, senza simulazioni di amplificatore.

Si parla invece di “Floor Multifx w/ Amp Modeler” o “Rack Multifx w/ Amp Modeler” per intendere pedaliere multieffetto o rack multieffetto, con simulazioni di amplificatore e/o cassa.

Con “Desktop Multifx” si intendono invece sistemi tipo il POD (fagiolo) o simili.

Se il vostro sistema non rientra in nessuna delle tipologia specificate, potete scegliere “Altro…” e poi spiegarlo nei commenti.

Per tutti poi vale l’invito, se volete, di spiegare nei commenti il vostro setup… così rendiamo il sondaggio ancora più utile ed interessante.

Vai con il voto!

Come è organizzato il vostro setup ?

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Giampaolo Noto Blog   loading SONDAGGIO: Il vostro setup Loading ...

Roland Jazz Chorus 120

mercoledì, novembre 10th, 2010

di Luca Bartolommei

 

Io ed il Roland Jazz Chorus 120, ovvero, le mie impressioni dopo un mese da utilizzatore.

Cercavo un ampli da utilizzare principalmente con multieffetto + pedali (tributo Pink Floyd) e/o con pedali e basta (blues + rock & roll).
Quindi, un attrezzo che avesse un bel pulito, a rovinarlo ci avrei poi pensato io…, e buon headroom, pulito anche a volume sostenuto.
Ho provato ampli per basso (adoro i coni da 15”), combo solid state, combo valvolari, valvolari, ampli per tastiera FRFR, casse attive, etc. etc.
Tutti più o meno suonavano bene ma mancava sempre qualcosa e, soprattutto, alzando il volume il pulito diventava “quel quasi crunch tipico della valvola…, quel saturato che con un transistor te lo sogni…” che per me voleva dire solo “non suonerò mai Another Brick #1, scordati il clean di Pigs” etc. etc.

Poi ho deciso di acquistare al buio l’ampli esteticamente più brutto che abbia mai visto in carriera, tenendomi comunque un Fender Roc Pro 700 made in USA come salvagente.

28 kg di peso, 760 X 208 X 622mm… maledizione nel baule della mia vecchia Panda non ci sta e ho la schiena rotta; fortuna che ci sono le rotelle…

Giampaolo Noto Blog   JC120 1 Roland Jazz Chorus 120

Accendo, provo il chorus e ho quasi subito il suono di Walkin’ on the moon (Police), non male.
Chorus bellissimo, vibrato bello, canale distorto da dimenticare (ma non poteva essere altrimenti).
Comandi ridotti al minimo, knobs belli grossi, opzione low/high e bright su entrambi i canali.

Rear Panel che mi fa capire che siamo sulla buona strada; ritorno effetti stereo (sarà felice la GT-10!), line out stereo, scelta del loop (in ogni caso evitare il loop parallelo) e tre ingressi per i footswitch; c’è tutto quello di cui avevo bisogno.

Giampaolo Noto Blog   JC120 2 Roland Jazz Chorus 120

Provo il mio set da Piccolo Floydiano, GT-10 con CS-2, Big Muff recente e Rat in loop, nel ritorno effetti e… Bang, rimango a bocca aperta. Il suono di In the Flesh spacca… Brick#1 è lì da ascoltare, Breathe risplende e Shine on quasi… Ci sarà molto da fare però…

Provo il metodo con i 4 cavi e suona benissimo, alla fine decido per entrare diretto nel front input senza simulatori di ampli.
Da qualche parte, nel manuale della pedaliera, era scritto di regolare sull’ampli treble e bass a 0 e middle a 10.
Equalizzo come da istruzioni ed inizio a dannarmi sui suoni.

Il JC-120 sembra essere nato per lavorare con il mfx.
Gli effetti di modulazione mi rispondono benissimo e posso finalmente regolare il flanger aggressivo per il solo di Hey You, non sarà l’Electric Mistress però…; i delay dell’intro di Time e di Run like Hell sono davvero presenti, tutti gli effetti in stereo, col fatto dei due canali, hanno preso una nuova profondità.
Perfino il simulatore dello Uni-Vibe di solito “strozzato” sui medi, suona più aperto, ed il suono per il solo di Time “alla Pulse” è fatto…

Poter inserire e togliere chorus e vibrato dall’ampli permette di suonare Any colour you like con qualcosa in più.

Ho poi provato a togliere dal loop effetti i pedali di cui parlavo prima, ed anche qui … sorpresa, suonano bene anche i simulatori (solo alcuni…) di distorsori, a parer mio, vero tallone d’Achille della GT-10; il suono non perde corpo e l’equalizzazione è più agevole; il mio Muff non è certo da collezione (così come il Rat) che però la loro figura la facevano.

Certo che appena sarà pronto il Creamy Solo del Giampa… ci riprovo, altroché se ci riprovo!

L’ho provato live e devo dire che i 60W per canale sembrano essere di più, il locale non era grandissimo ma il volume era a si e no a 3 e sul palco (cabinet aperto…) si sentiva assai.
Spero di poterlo provare al più presto microfonato con due microfoni in due canali separati del mixer, uno tutto a destra, l’altro tutto a sinistra, impostando sulla pedala l’uscita su due canali (L/R) con effetti di modulazione diversi per ogni canale, delay ping pong, flanger e chorus stereo etc. etc…Mah…Il bello è, peraltro, che a queste follie col JC-120 puoi pensarci e, se proprio sei malato, anche farle!

Costruzione alla giapponese, quindi robusto ed affidabile, solid state ma, lavorando bene sui suoni è molto competitivo anche nei confronti di tanti altri ampli a valvole della stessa fascia di prezzo ma dal nome, forse, dal punto di vista del marketing, di sicuro, più attraente.

Ecco, il prezzo… secondo me è un po’ caro: 1000€ circa è una cifra che “per un Roland a transistor…” è più che legittimo esitare a spendere.

Io sono stato fortunato e l’ho preso per poco più della metà praticamente nuovo, usato 4 volte in sala prove, per una serie di circostanze favorevoli. Forse il mio entusiasmo deriva, onestamente, anche da questo non trascurabile particolare.

Concludendo, è un bel tank, nell’uso intensivo (mi auguro) live non mi crea problemi di trasporto, raffreddamento, tubes da sostituire etc. mi ha completamente cambiato la vita con i miei effetti, singoli o multi che siano, mi da volume e potenza più che sufficienti (quando suonerò a San Siro penserò a qualcos’altro…); unico neo, da nuovo mi sembra un po’ fuori prezzo, usato intorno ai 700€, per chi ama le sue caratteristiche di brutto ma simpatico, è da prendere ad occhi chiusi.

Grazie per l’attenzione, buon suono a tutti e, naturalmente, SHINE ON !!!

Luke – Luca Bartolommei

Fender Blues Junior

mercoledì, marzo 3rd, 2010

Qualche tempo fa ascoltando (distrattamente) alcuni amici suonare, mi è saltato all’orecchio il sound della chitarra… rotondo, dinamico, caldo… gran bel sound! mi avvicino per vedere cosa stesse usando e vedo li in bella mostra un box dalle dimensioni contenute, tutto nero con scritta Fender sul fronte… era inequivocabilmente un Fender Blues Junior.

Da allora è passato un po di tempo, ma l’idea di arruolare nelle mie personali forze musicali un Blues Junior mi è rimasta nella mente e così, qualche giorno fa, ho finalmente fatto il passo.
Eccomi, quindi, per una breve recensione dell’ampli.

Giampaolo Noto Blog   blues junior 1 Fender Blues Junior

Il Fender Blues Junior è un amplificatore valvolare da 15 watt (su 8 ohm) monocanale della serie Hot Rod.

La piattaforma è la classica Fender con un coppia di valvole EL-84 Groove Tubes e tre valvole 12AX7, raddrizzatore allo stato solido, reverb Fender e cono da 12″ Fender prodotto da Eminence.

Le dimensioni ed il peso sono molto ridotti: 41cm di altezza, 46cm di larghezza e 25cm di profondità, con un peso di 14Kg!

Sul top dell’ampli troviamo un pannello cromato con manopole chicken head nere per i controlli dell’ampli: Reverb, Master, Middle, Bass, Treble, Volume; tra i controlli treble e volume si trova il pulsante FAT che (quando inserito) aumenta il guadagno di preamplificazione, fornenso una distorsione ed un sustain maggiori.

Giampaolo Noto Blog   blues junior 3 Fender Blues Junior

Passiamo al sound… se si chiama Blues Junior, ci sarà un motivo!

Il suono è bellissimo, molto caldo e rotondo, anche spingendo al massimo il gain non finisce mai in una distorsione “volgare”, ma rimane sempre un crunch molto blues, con una saturazione calda e pastosa.

Sui suoni puliti è molto caldo e con un ottima presenza dei bassi che non sono mai eccessivamente presenti; rispetto al classico sound Fender (soprattutto stato solido) si sente la presenza importante dei medi valvolari, che per quanto mi riguarda è un piacere enorme.

Spingendo poi sul gain si trovano delle saturazioni molto calde e morbide, con una notevole risposta dinamica e un ottimo sustain… isomma un gran bel sound.

Il Blues Junior è piccolo ma sa farsi rispettare… i suoi 15 watt suonano come (e meglio) di molti fratelli maggiori.
La potenza nascosta in questa piccola black-box è veramente tanta e molto raramente si riesce a lasciare liberi tutti i 15 watt.

In conclusione, il Fender Blues Junior è un altro piccolo gioiellino di casa Fender, che riesce a regalare soddisfazioni spesso oltre le migliori aspettative.

Giampaolo Noto Blog   blues junior 2 Fender Blues Junior