L’equalizzatore nella catena effetti

Un equalizzatore può essere estremamente utile in termini di creazione del suono, permettendo correzioni molto accurate.

A seconda della modalità operativa, un equalizzatore può essere di due tipi: parametrico o grafico.

Nell’uso che interessa a noi, ovvero all’interno di una catena effetti, si usa maggiormente l’equalizzatore grafico, molto più immediato nell’utilizzo e di facile impostazione.

Un equalizzatore grafico è sostanzialmente composto da una serie di filtri con frequenza e larghezza di banda fisse in cui è possibile variare il fattore di guadagno.
Aumentando o diminuendo il guadagno su una specifica banda si enfatizzano o attenuano tutte frequenze che rientrano in quella specifica frequenza.
In aggiunta ai controlli di guadagno sulle specifiche frequenze è previsto un controllo volume generale, che lavora come gain puro.

Si parla in questo caso di equalizzatore attivo, dato che i vari filtri posso agire sulle frequenze di riferimento, attenuando o aumentando il gain; mentre un equalizzatore passivo (ad esempio la maggior parte delle regolazione dei toni degli amp) lavora solo attenuando, più o meno, una specifica gamma di frequenze.

Tra i pedali per chitarra, l’equalizzatore grafico (attivo) probabilmente più usato e conosciuto è il BOSS GE-7.

All’interno di una catena effetti l’equalizzatore può essere posizionato in diversi modi: dopo gli effetti di dinamica (fuzz, muff, drive) per correggere il suono ed avere un boost, oppure a fine catena come equalizzatore generale di segnale per migliorare la resa generale del suono, prima di andare nell’amp o nel mixer.

La prima soluzione, con l’equalizzatore dopo fuzz/muff/drive, è la più utilizzata e sicuramente quella che offre più possibilità di personalizzazione del suono.

La maggior parte degli effetti di distorsione/drive hanno una regolazione dei toni molto grossolana, quasi sempre realizzata con un singolo controllo che permette sostanzialmente di scegliere tra un suono più chiuso o più aperto.
Nella migliore delle ipotesi, ci sono due regolazioni, bass/treble, che agiscono tagliando più o meno i toni bassi o alti.

L’uso di un equalizzatore permette di correggere il suono andando a lavorare in modo specifico e attivo sulle singole bande di frequenza: in questo modo è possibile, ad esempio, aumentare la presenza dei bassi magari in un distorsore troppo acido, o dare un po di respiro ad un muff troppo gonfio, riducendo la risposta delle medio-basse e aumentando la risposta sulle alte.

   

esempio di mid boost (a sinistra) e treble boost (a destra)

Inoltre in questo modo l’equalizzatore può essere utilizzato, con ottimi risultati, come boost puro: aggiungendo un leggero guadagno sulle frequenze medie, si aggiunge corpo al suono, con una maggiore presenza rispetto al mix generale.

 

David Gilmour ha sempre fatto un largo uso dell’equalizzatore nella sua costruzione del suono.

A partire dalla metà degli anni 80 in tutte le sue pedalboard c’è sempre stato spazio per uno o più equalizzatori.

Nel setup di PULSE, ad esempio, erano presenti ben 4 Boss GE-7: tre dedicati agli altrettanti Tube Driver ed uno dedicato alla sezione distorsioni, in particolare al RAT.

Nella pedalboard MK1/MK2 e nella versione MK3 realizzate da Pete Cornish ed utilizzate da Gilmour a partire dal 2001, è sempre presente l’equalizzatore BOSS GE-7, posizionato dopo la sezione distorsioni/drive.

Nel setup attuale, quello utilizzato in studio per le registrazioni di Rattle That Lock e poi nei successivi tuor, sono presenti più equalizzatori grafici (BOSS GE-7 o Source Audio Programmable EQ) dedicati ai Tube Driver (e forse anche ad altro).

E’ da notare come Gilmour utilizzi gli equalizzatori in modo estremamente leggero: i controllo hanno regolazioni minime, proprio perchè l’obiettivo non è quello di stravolgere il suono, ma piuttosto di completarlo.

 

Personalmente trovo l’uso dell’equalizzatore in pedalboard estremamente utile, quasi indispensabile.

Nella mia pedalboard attuale ho due BOSS GE-7, uno impostato con una curva “mid boost” con leggera enfatizzazione delle frequenze medie, ed uno impostato come “treble boost” con un leggerissimo gain sulle frequenze alte.

Il mid boost lo uso come boost sia per i suoni distorti (in particolare in accoppiata con i muff) sia i suoni puliti (in accoppiata con il compressore); mentre il treble boost lo uso per scharire un po il suono quando risulta troppo chiuso (ad esempio con univibe).

Giampaolo Noto Pedalboard

 

3 comments

  1. Ciao Giampaolo,
    Complimenti per il sito e per il continuo lavoro per tenerlo pieno di nozioni utili.
    A proposito dell’eq noto che utilizzato dopo il muff(o le distorsioni in generale) il suono , personalmente, mi risulta “piatto” e finto. (Ho utilizzato un boss ge7), è una mia impressione?
    Grazie
    Stefano

    • Giampaolo

      Ciao Stefano,
      grazie per i complimenti…
      Io uso due GE7 (con due differenti equalizzazioni) entrambi dopo il muff ed il suono acquista pasta e spessore.
      Che tipo di equalizzazione stai usando? come è regolato il ge7?
      Quando lo uso in accoppiata con il muff io uso il GE7 con una leggera equalizzazione dei medi.

  2. Ciao Giampaolo, di recente ho acquistato il big muff germanium visto che era in offerta in un negozio di strumenti . Secondo te è adatto per il sound di David gilmour?

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